43 voci in ordine alfabetico.
A
La tabella allegata al decreto sulla valutazione che associa a ogni fascia di media generale l’intervallo di credito scolastico attribuibile, distinto per terzo, quarto e quinto anno.
Esistono in rete più «Allegato A» diversi: negli anni dell’emergenza sanitaria il credito è stato riparametrato e quelle tabelle sono ancora scaricabili. Applicate all’esame di oggi danno punteggi sbagliati, quindi conta sempre da quale norma viene la tabella che si sta guardando.
Si usa in:Credito
Vedi anche:credito scolastico· media generale
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Allegato A del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62
Verificata il 5 agosto 2026.
La decisione con cui il consiglio di classe consente il passaggio all’anno successivo o all’esame. Richiede due cose insieme: la frequenza minima di tre quarti dell’orario e una valutazione positiva allo scrutinio.
I due requisiti sono indipendenti, e questo si dimentica spesso: si può essere non ammessi per sole assenze pur avendo voti sufficienti, o viceversa. Il primo è una soglia oggettiva, il secondo una deliberazione del consiglio.
Si usa in:Media pagella· Monte ore assenze
Vedi anche:scrutinio· validità dell’anno scolastico· consiglio di classe
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D.P.R. 122 del 22 giugno 2009, art. 14, comma 7 (secondaria di secondo grado) e D.Lgs. 62 del 13 aprile 2017, art. 5 (secondaria di primo grado)
Verificata il 8 agosto 2026.
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Si usa in:Privacy e dati
Vedi anche:registro elettronico
La regola con cui un valore con decimali diventa un voto attribuibile: all’intero, al mezzo punto o al quarto di punto.
Il verso conta più di quanto sembri. Un 6,5 arrotondato per eccesso è 7 e per difetto è 6, e nessuna delle due è «giusta» in assoluto: dipende dalla griglia che l’insegnante ha adottato e dichiarato.
Si usa in:Punteggio → voto
Vedi anche:griglia di valutazione
C
Il calendario deliberato da ogni Regione o Provincia autonoma, che fissa inizio e fine delle lezioni e le sospensioni sul proprio territorio. Sono ventuno calendari diversi, non uno nazionale.
Fra la prima e l’ultima regione a chiudere possono passare più di dieci giorni. Le Regioni approvano di norma il calendario dell’anno successivo fra la primavera e l’estate precedenti.
Si usa in:Calendario
Vedi anche:sospensione delle lezioni
La scala del voto di laurea: da 66 a 110, con l’eventuale lode. Il punto di partenza si ricava dalla media ponderata sui CFU riportata in centodecimi, e a quello si aggiungono i punti di tesi, lodi e altri bonus previsti dall’ateneo.
I bonus non sono uguali dappertutto: punti per la tesi, per le lodi, per la laurea in corso e per l’Erasmus variano da ateneo ad ateneo, e il regolamento che conta è quello del proprio corso.
Si usa in:Voto di laurea
Vedi anche:media ponderata· lode
Credito formativo universitario: l’unità che misura il carico di lavoro di un insegnamento, non il suo voto. Un CFU corrisponde convenzionalmente a 25 ore di impegno complessivo dello studente.
Nel calcolo della media di carriera i CFU sono i pesi: un esame da 12 crediti sposta la media il doppio di uno da 6. Un CFU equivale a un credito ECTS.
Si usa in:Voto di laurea
Vedi anche:media ponderata· trentesimi
Il giro completo in cui ogni nome della classe viene sorteggiato una volta sola. Finché il ciclo non si chiude l’estrazione pesca solo fra chi non è ancora uscito; quando tutti sono usciti riparte da capo.
È la differenza fra sorteggiare e sorteggiare con equità. Un sorteggio puramente casuale può interrogare la stessa persona tre volte prima di toccarne un’altra: il ciclo garantisce che nessuno resti fuori e nessuno sia chiamato due volte prima che tocchi a tutti.
Si usa in:Estrattore
Vedi anche:mescolamento di fisher-yates
L’organo che riunisce tutti gli insegnanti di un istituto. Stabilisce i criteri generali, fra cui quelli per le deroghe al limite delle assenze.
Va distinto dal consiglio di classe: il collegio fissa le regole per tutta la scuola, il consiglio le applica alla singola classe.
Si usa in:Monte ore assenze
Vedi anche:consiglio di classe· deroga al limite delle assenze
La prova orale della maturità, con griglia nazionale unica: 4 indicatori da 5 punti, per un totale di 20.
Gli indicatori erano cinque fino all’esame precedente e sono diventati 4 con l’ordinanza più recente. In rete circolano ancora moltissime griglie a cinque indicatori: applicate all’esame nuovo danno punteggi sbagliati.
Si usa in:Griglie maturità
Vedi anche:indicatore· ordinanza ministeriale· esame di maturità
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D.M. 769 del 26 novembre 2018 (prima e seconda prova) e O.M. 54 del 26 marzo 2026, art. 22 (colloquio)
Verificata il 8 agosto 2026.
L’organo che conduce e valuta l’esame di maturità. Attribuisce i punteggi delle prove entro le griglie previste, e dentro quelle griglie ha margini di scelta propri.
È il motivo per cui nessuno strumento può prevedere il voto d’esame: la ripartizione dei punti fra gli indicatori specifici, il giudizio sulle singole prove e l’eventuale lode sono decisioni della commissione, non conseguenze aritmetiche.
Si usa in:Griglie maturità
Vedi anche:esame di maturità· griglia di valutazione· indicatore
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D.M. 769 del 26 novembre 2018 (prima e seconda prova) e O.M. 54 del 26 marzo 2026, art. 22 (colloquio)
Verificata il 8 agosto 2026.
L’organo composto dagli insegnanti di una singola classe. Attribuisce i voti finali, il credito scolastico dentro la fascia e delibera l’ammissione.
Si usa in:Credito· Media pagella
Vedi anche:collegio dei docenti· scrutinio· credito scolastico
La regola con cui i punti di una prova diventano un voto sulla scala scelta. I due metodi diffusi sono la proporzione semplice su tutta la scala e la conversione ancorata alla sufficienza.
Cambiano il risultato in modo sostanziale. Con la proporzione semplice su scala 1–10 la sufficienza cade al 55,6% dei punti; ancorandola al 60% si spostano tutti i voti sotto e sopra la soglia. Nessuno dei due è più corretto: va scelto e dichiarato.
Si usa in:Punteggio → voto
Vedi anche:griglia di valutazione· sufficienza· arrotondamento
Il punteggio che si accumula nel triennio delle superiori e ci si porta all’esame di maturità: fino a 40 punti sui 100 finali. Deriva dalla media generale di ciascun anno tramite una tabella.
La tabella assegna a ogni fascia di media un intervallo, non un numero: dentro la fascia sceglie il consiglio di classe, che valuta anche assiduità e partecipazione. Nessuno può dire in anticipo quale dei due estremi verrà attribuito.
Si usa in:Credito
Vedi anche:media generale· esame di maturità· consiglio di classe
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Allegato A del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62
Verificata il 5 agosto 2026.
D
L’insufficienza che, allo scrutinio di giugno, porta alla sospensione del giudizio: la promozione resta in sospeso finché la materia non viene recuperata, di norma con una prova prima dell’inizio dell’anno successivo.
Si usa in:Media pagella
Vedi anche:insufficienza· scrutinio
La possibilità che la scuola non applichi il limite dei tre quarti per assenze documentate, a condizione che restino elementi sufficienti per valutare lo studente.
Le circolari indicano come esempi i gravi motivi di salute documentati, le terapie programmate, le donazioni di sangue, l’attività sportiva agonistica in federazioni riconosciute dal CONI e le confessioni religiose che osservano il sabato. Non è un elenco chiuso né un diritto automatico: ogni scuola adotta i propri criteri e la deroga va chiesta con i documenti.
Si usa in:Monte ore assenze
Vedi anche:validità dell’anno scolastico· collegio dei docenti
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D.P.R. 122 del 22 giugno 2009, art. 14, comma 7 (secondaria di secondo grado) e D.Lgs. 62 del 13 aprile 2017, art. 5 (secondaria di primo grado)
Verificata il 8 agosto 2026.
E
L’esame conclusivo delle superiori. Il voto è in centesimi: fino a 40 punti di credito scolastico e 60 nelle prove. Da 60 in su è superato.
La denominazione «esame di maturità» è stata reintrodotta dalla legge 164/2025 al posto di «esame di Stato». Le regole di svolgimento le stabilisce un’ordinanza ministeriale che esce ogni anno, e cambiano più spesso di quanto si creda.
Si usa in:Griglie maturità· Credito
Vedi anche:credito scolastico· prima prova· colloquio· ordinanza ministeriale
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D.M. 769 del 26 novembre 2018 (prima e seconda prova) e O.M. 54 del 26 marzo 2026, art. 22 (colloquio)
Verificata il 8 agosto 2026.
G
Lo schema che stabilisce in anticipo come si attribuisce il punteggio a una prova: quali indicatori si valutano, quanto vale ciascuno e come il totale diventa voto.
Dichiararla prima della prova è ciò che rende la correzione verificabile: senza, il voto resta un giudizio che nessuno può ricostruire.
Si usa in:Punteggio → voto· Griglie maturità
Vedi anche:indicatore· conversione punteggio-voto· arrotondamento
I
Una singola voce di una griglia di valutazione, con un punteggio massimo proprio. Il punteggio della prova è la somma dei punti attribuiti a ciascun indicatore.
Alcuni massimi sono fissati dalla norma e non si toccano — i tre indicatori generali della prima prova, i quattro del colloquio — altri li ripartisce la commissione entro un totale prestabilito.
Si usa in:Griglie maturità· Punteggio → voto
Vedi anche:griglia di valutazione· colloquio· prima prova
Una media di materia sotto la sufficienza. È il dato che determina debiti e rischio di non ammissione, e non si ricava dalla media generale.
Si può avere una media generale più che discreta e non essere ammessi lo stesso: contano quante materie sono insufficienti e di quanto.
Si usa in:Media pagella
Vedi anche:debito formativo· sufficienza· scrutinio
L
La menzione che si aggiunge al punteggio massimo. Alla maturità richiede il 100 raggiunto senza integrazioni, requisiti sul credito e l’unanimità della commissione; alla laurea è il 110 e lode.
Non è un punteggio in più: non si arriva alla lode sommando punti, la si ottiene solo essendo già al massimo.
Si usa in:Griglie maturità· Voto di laurea
Vedi anche:esame di maturità· centodecimi
M
I giorni che si lasciano liberi appena prima di un esame, tolti dal fondo del piano di studio. Servono agli imprevisti: un giorno perso per malattia o un capitolo più lungo del previsto non fanno saltare tutto il resto.
Un piano senza margine è un piano che regge solo se tutto va come previsto, e non va quasi mai così. Il margine non è tempo sprecato: è la differenza fra un ritardo assorbito e un ritardo che si accumula.
Si usa in:Planner esami
Vedi anche:ripasso
La somma dei voti divisa per quanti sono. Ogni voto pesa quanto gli altri: un’interrogazione vale come un compito in classe.
È la media che si usa quando nessuno ha stabilito pesi diversi, ed è quella che quasi sempre compare sul registro elettronico.
Si usa in:Media voti· Media pagella
Vedi anche:media ponderata
La media delle medie di materia, cioè quella che il consiglio di classe legge in pagella. Non è la media di tutti i voti messi insieme.
Le due coincidono solo se ogni materia ha lo stesso numero di voti. Con italiano 5, 5, 5, 9 e storia 7, la media delle materie è 6,50 mentre quella di tutti i voti è 6,20: chi calcola la seconda si dà una media diversa da quella che conta.
Si usa in:Media pagella
Vedi anche:media aritmetica· scrutinio
La media in cui ogni voto porta un peso, e i voti con peso maggiore spostano di più il risultato. Si moltiplica ogni voto per il suo peso, si sommano i prodotti e si divide per la somma dei pesi.
All’università il peso sono i CFU dell’esame: un esame da 12 crediti conta il doppio di uno da 6. A scuola i pesi li decide l’insegnante, se li usa.
Si usa in:Media voti· Voto di laurea
Vedi anche:media aritmetica· peso di un voto· cfu
L’algoritmo con cui si mescola un elenco in modo davvero casuale: si scorre dall’ultimo elemento al primo e ogni volta si scambia quello corrente con uno pescato a caso fra i precedenti. Ogni ordinamento possibile esce con la stessa probabilità.
Il metodo improvvisato — ordinare l’elenco con un confronto casuale — sembra equivalente e non lo è: produce certi ordinamenti molto più spesso di altri, e su una classe significa che alcuni finiscono nello stesso gruppo più del dovuto. Qui i gruppi usano Fisher-Yates.
Si usa in:Estrattore
Vedi anche:ciclo di estrazione
Il totale delle ore di lezione previste in un anno per un singolo studente, comprese tutte le discipline oggetto di valutazione. È il numero su cui si calcola il limite delle assenze.
Non è una tabella nazionale: dipende dall’indirizzo, dalle ore aggiuntive della singola scuola e, per gli alunni con disabilità il cui PEI prevede un orario ridotto, da quell’orario. La norma obbliga la scuola a comunicarlo alle famiglie a inizio anno.
Si usa in:Monte ore assenze
Vedi anche:validità dell’anno scolastico· deroga al limite delle assenze
Da dove viene questa definizione
D.P.R. 122 del 22 giugno 2009, art. 14, comma 7 (secondaria di secondo grado) e D.Lgs. 62 del 13 aprile 2017, art. 5 (secondaria di primo grado)
Verificata il 8 agosto 2026.
O
L’atto con cui il Ministero disciplina lo svolgimento dell’esame per un singolo anno scolastico: date, prove, griglie e punteggi. Esce di norma a marzo dell’anno d’esame.
È annuale, e questo è il punto: quel che valeva l’anno scorso può non valere quest’anno. La griglia del colloquio è passata da cinque indicatori a quattro, e la data della prima prova ha lasciato il tradizionale mercoledì. Vale sempre la pena leggere l’ordinanza dell’anno in cui si sostiene l’esame.
Si usa in:Griglie maturità
Vedi anche:esame di maturità· colloquio
Da dove viene questa definizione
D.M. 769 del 26 novembre 2018 (prima e seconda prova) e O.M. 54 del 26 marzo 2026, art. 22 (colloquio)
Verificata il 8 agosto 2026.
P
Piano Educativo Individualizzato: il documento che definisce obiettivi, strumenti e modalità di valutazione per un alunno con disabilità. Lo elabora il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione e si aggiorna quando le condizioni cambiano.
Nel calcolo delle assenze conta in modo diretto: se il PEI prevede un orario ridotto, i tre quarti di frequenza si calcolano su quell’orario e non su quello della classe.
Si usa in:Monte ore assenze
Vedi anche:monte ore annuale personalizzato· validità dell’anno scolastico
Da dove viene questa definizione
D.Lgs. 66 del 13 aprile 2017 (inclusione scolastica), con il modello nazionale del Decreto interministeriale 182/2020
Verificata il 9 agosto 2026.
Quanto un singolo voto conta rispetto agli altri nel calcolo della media. Peso 2 significa che quel voto vale come due voti di peso 1.
Il peso non è il voto massimo né la difficoltà della prova: è solo il moltiplicatore che si applica nel calcolo della media ponderata.
Si usa in:Media voti
Vedi anche:media ponderata
La prova scritta di italiano, uguale per tutti gli indirizzi. Vale 20 punti sul voto finale.
La griglia è però costruita su 100 punti — 60 di indicatori generali e 40 di indicatori specifici della tipologia scelta — e il totale si divide per cinque per riportarlo ai 20 punti della prova.
Si usa in:Griglie maturità
Vedi anche:tipologie a, b e c· indicatore· seconda prova
Da dove viene questa definizione
D.M. 769 del 26 novembre 2018 (prima e seconda prova) e O.M. 54 del 26 marzo 2026, art. 22 (colloquio)
Verificata il 8 agosto 2026.
Q
Una delle due parti in cui molte scuole dividono l’anno, ciascuna chiusa da uno scrutinio con voti in pagella. L’alternativa diffusa è la divisione in tre trimestri.
La scelta la fa il collegio dei docenti e cambia da scuola a scuola. Cambia anche i conti: con due quadrimestri ogni periodo pesa metà dell’anno, con tre trimestri un terzo.
Si usa in:Media pagella
Vedi anche:scrutinio· collegio dei docenti· media generale
Il documento che, per ciascun indirizzo di studi, stabilisce struttura, durata e criteri di valutazione della seconda prova d’esame: quali indicatori si usano e quanti punti vale ciascuno.
È la ragione per cui la griglia della seconda prova non è una sola: il totale resta venti punti per tutti, ma la ripartizione fra gli indicatori la fissa il quadro del proprio indirizzo, e gli indirizzi sono decine.
Si usa in:Griglie maturità
Vedi anche:seconda prova· indicatore· griglia di valutazione
Da dove viene questa definizione
D.M. 769 del 26 novembre 2018 (prima e seconda prova) e O.M. 54 del 26 marzo 2026, art. 22 (colloquio)
Verificata il 8 agosto 2026.
R
Il sistema con cui la scuola annota voti, assenze, ritardi e comunicazioni, consultabile da famiglie e studenti. È la fonte da cui prendere i numeri da inserire negli strumenti di questo sito.
Due avvertenze ricorrenti: le assenze vanno lette in ore e non in giorni, perché è il conteggio orario a valere per la validità dell’anno; e la media che il registro mostra è quella dei voti di una materia, non la media generale della pagella.
Si usa in:Monte ore assenze· Media pagella
Vedi anche:monte ore annuale personalizzato· media generale· archivio locale
La parte finale del piano di studio in cui non si aggiungono argomenti nuovi ma si ripercorre quanto già studiato. Si riserva in anticipo, sottraendo giorni allo studio, invece di sperare che avanzino.
Senza giorni riservati il ripasso è la prima cosa che salta, perché lo studio si dilata fino a occupare tutto il tempo disponibile. Riservarlo prima è ciò che lo rende un pezzo del piano e non un buon proposito.
Si usa in:Planner esami
Vedi anche:margine di sicurezza
S
L’intervallo entro cui si esprime un voto: decimi (1–10) a scuola, trentesimi (18–30) agli esami universitari, centesimi alla maturità.
Convertire fra scale non è mai una semplice proporzione, perché il minimo non è sempre zero: la scala dei trentesimi parte da 18, e sotto quel valore l’esame non è superato anziché valere meno.
Si usa in:Punteggio → voto· Media voti
Vedi anche:sufficienza· trentesimi
La riunione in cui il consiglio di classe attribuisce i voti finali di ogni materia e decide ammissione, sospensione del giudizio o non ammissione.
Il voto di scrutinio non è la media aritmetica dei voti dell’anno: l’insegnante propone un voto tenendo conto anche dell’andamento, e il consiglio delibera. La media è un punto di partenza, non il risultato.
Si usa in:Media pagella
Vedi anche:media generale· consiglio di classe· debito formativo
La prova scritta sulla disciplina caratterizzante dell’indirizzo. Vale 20 punti sul voto finale.
Gli indicatori della griglia cambiano per ogni indirizzo, e gli indirizzi sono decine: il totale è sempre venti, ma la ripartizione fra gli indicatori la stabilisce il quadro di riferimento del proprio indirizzo.
Si usa in:Griglie maturità
Vedi anche:prima prova· colloquio· griglia di valutazione
Da dove viene questa definizione
D.M. 769 del 26 novembre 2018 (prima e seconda prova) e O.M. 54 del 26 marzo 2026, art. 22 (colloquio)
Verificata il 8 agosto 2026.
Un giorno compreso nell’anno scolastico in cui non si fa lezione: vacanze, ponti e festività. Non si conta fra i giorni di scuola e non produce assenze.
Le sospensioni regionali stanno nel calendario deliberato dalla Regione, ma la singola scuola può aggiungerne — il patrono, i seggi elettorali, le delibere del consiglio d’istituto — e quelle nessun calendario regionale le conosce.
Si usa in:Calendario
Vedi anche:calendario scolastico regionale
Il voto minimo che indica il raggiungimento degli obiettivi. In decimi è il 6, in trentesimi il 18, in centesimi il 60.
Nella conversione di un punteggio in voto la sufficienza non cade automaticamente a metà: con una proporzione semplice su scala 1–10 il 6 arriva al 55,6% dei punti. Per questo molte griglie fissano a mano la percentuale che deve valere la sufficienza.
Si usa in:Media pagella· Punteggio → voto
Vedi anche:insufficienza· scala di valutazione
T
Le tre forme fra cui si sceglie alla prima prova: analisi di un testo letterario (A), testo argomentativo (B), riflessione critica su un tema di attualità (C).
La tipologia cambia gli indicatori specifici della griglia, non quelli generali: i 40 punti specifici sono distribuiti diversamente, mentre i 60 generali restano gli stessi.
Si usa in:Griglie maturità
Vedi anche:prima prova· indicatore
La scala dei voti degli esami universitari: da 18 a 30, con la lode oltre il 30. Sotto il 18 l’esame non è superato e il voto non esiste.
È il motivo per cui la media di carriera non parte da zero: il minimo della scala è 18, non 0, e le conversioni fatte come semplici proporzioni sbagliano.
Si usa in:Voto di laurea· Punteggio → voto
Vedi anche:scala di valutazione· cfu
V
La condizione di frequenza minima per essere valutati a fine anno: almeno il 75% del monte ore annuale personalizzato, cioè tre quarti. Sotto quella soglia non si è ammessi allo scrutinio finale.
Il conteggio è sul totale di tutte le discipline insieme, non materia per materia: non si perde l’anno per aver saltato troppe ore di una sola materia. La conseguenza del superamento è la non ammissione per mancata frequenza, indipendentemente dai voti.
Si usa in:Monte ore assenze
Vedi anche:monte ore annuale personalizzato· deroga al limite delle assenze· scrutinio
Da dove viene questa definizione
D.P.R. 122 del 22 giugno 2009, art. 14, comma 7 (secondaria di secondo grado) e D.Lgs. 62 del 13 aprile 2017, art. 5 (secondaria di primo grado)
Verificata il 8 agosto 2026.